Alla 17° edizione di Altrocioccolato il Commercio Equo rilancia l’impegno e le collaborazioni con i produttori italiani per costruire un’economia sempre più sostenibile e solidale

(Città di Castello, 22 ottobre 2017). Conclusa anche la 17° edizione di Altrocioccolato, il Festival del cioccolato Equo e solidale più importante d’Italia che ha portato a Città di Castello alcuni tra i più importanti importatori di Cioccolato Equo del nostro paese, riscuotendo ancora una volta grande successo e vedendo la partecipazione di un vasto pubblico sempre più interessato a conoscere nuove strade di sviluppo sostenibile.

 

La manifestazione culturale, oltre a parlare di cacao, di produttori e progetti di Commercio Equo, ha dedicato ampio spazio ad alcune esperienze di Economia Solidale e Sociale con cui da tempo il movimento collabora – e l’appuntamento di oggi “Il Commercio Equo tra economia responsabile, economia solidale ed economia sociale” ha confermato che nel prossimo futuro il commercio equo sarà sempre più impegnato a costruire e progettare nuove alleanze con questi soggetti e produttori.

 

“Mi piacerebbe sottolineare come Altrocioccolato, promotore di iniziative di incontro e confronto con le realtà della rete delle economie solidali – afferma la presidente di Umbria EquoSolidale, Elide Ceccarelli –  rappresenti un campo di sperimentazione già da qualche anno di questa nuova prospettiva, che sta maturando a livello nazionale e internazionale. Ruolo fondamentale in questo processo è di certo rappresentato dalla presenza di giovani attivi nel campo del volontariato e sensibili ai temi della sostenibilità e da un forte legame con il territorio”.

 

Se da quasi 30 anni il Commercio Equo promuove lo sviluppo e la crescita di produttori nel Sud del mondo affiancandoli nella creazione di imprese e produzioni eque e sostenibili da un punto di vista economico, sociale e ambientale, gli esempi di economia solidale e responsabile in Italia continuano a crescere e a mostrare come un altro modello di sviluppo e un agricoltura basata sui principi della sovranità alimentare siano possibili e soprattutto funzionali alla crescita del Paese e dell’Europa sotto tutti i punti di vista.

“Il Commercio Equo internazionale sta ripensando le sue regole e standard in funzione della crescente domanda di produttori del Nord che stanno collaborando con le nostre organizzazioni” – sottolinea Giovanni Paganuzzi Presidente di Equo Garantito – “proprio per questo motivo a Delhi il prossimo novembre anche i rappresentanti del movimento italiano parteciperanno alla conferenza internazionale di WFTO – Organizzazione Mondiale del Commercio Equo – per definire nuovi percorsi di inclusione dei produttori locali all’interno dei produttori riconosciuti del Commercio Equo e Solidale. Una strada e un riconoscimento importante per allargare i nostri principi anche al territorio italiano ed europeo e per essere più efficaci anche nella diffusione di pratiche di commercio sostenibili ed eque confermando al consumatore che la scelta di determinati acquisti garantisce, diritti, salute, benessere e qualità”.

Il Commercio Equo italiano già da tempo ha incluso nelle proprie Botteghe prodotti provenienti dalle produzioni locali e di economia solidale e la linea del Solidale Italiano promossa da Altromercato, ne è un esempio. “Il Solidale Italiano nasce dall’idea di voler sostenere e dare gambe a produttori italiani che partono da condizioni svantaggiate o pruomuovono modelli di agricoltura davvero sostenibile e che garantisce maggiori diritti ai lavoratori” ribadisce Alessandro Franceschini – Vice Presidente di Altromercato. “Mandorle, pasta, taralli, farine, che provengono da cooperative di tutta Italia e hanno arricchito il nostro catalogo prodotti ma soprattutto le nostre conoscenze sulle produzioni italiane di qualità e orientate allo sviluppo locale”.

 

Una delle più importanti cooperative e con una lunga storia legata all’accoglienza è anche quella di SOS Rosarno raccontata da Giuseppe Pugliese – “Siamo partiti con l’idea di mettere insieme i più deboli per far vedere quanto saremmo stati più forti insieme – dice Giuseppe –  lavoriamo con l’idea di una nuova civiltà contadina, un progetto che include tutti i settori della società. Una società fondata sulla terra che economicamente e simbolicamente determina il modo in cui viene concepita e realizzata l’attività umana tutto è orientato al rispetto della terra e all’armoniosa convivenza di coloro che la abitano”

Per chiudere il ciclo di conferenze iniziate sabato proprio sulle catene di produzione industriale, l’evento di oggi mette al centro le proposte future per migliorare e sostenere le produzioni italiane e riflettere su come farle diventare parte integrante del mondo del Commercio Equo e Solidale italiano, come successo per le altre realtà europee a partire da quella francese.

Ancora una volta, quindi Altrocioccolato si conferma una grande festa all’insegna dell’incontro e della condivisione, che partendo dalla passione per il mondo del Cacao e del Cioccolato equo e solidale, vuole abbracciare le più ampie tematiche della sostenibilità e della salvaguardia del cibo e della Terra e dare la  possibilità  ai produttori e alle realtà  dell’Economia solidale italiana, di presentare e raccontare i propri prodotti, i propri progetti, le proprie storie, ma anche far emergere le difficoltà e i problemi del proprio lavoro che stanno alla base dello sfruttamento e della povertà del Sud del Mondo.

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